Camminare lungo i sentieri del Parco dello Stirone e del Piacenziano è come attraversare un libro aperto: il terreno conserva storie, movimenti, abitudini degli animali che lo abitano. Le impronte – o piste – sono una delle tracce più preziose per scoprire chi vive accanto a noi, anche quando non si lascia vedere.
Di seguito una piccola guida ai nostri “vicini di casa”: lupo, volpe, tasso, capriolo e cinghiale.
Lupo (Canis lupus italicus) – L’impronta del grande predatore

Le impronte del lupo sono simili a quelle di un cane, ma presentano alcuni tratti distintivi:
- Forma: ovale, con quattro dita ben allineate.
- Dimensioni: 9–11 cm di lunghezza per 7–9 cm di larghezza.
- Cuscinetto palmare: grande, con il classico disegno a “triangolo rovesciato”.
- Caratteristica chiave: le unghie sono quasi sempre visibili, ma le dita formano una linea più regolare rispetto al cane domestico.
- Andatura: lineare e molto economica, le orme sono spesso in fila indiana.
Curiosità: la precisione della camminata del lupo è un modo per risparmiare energia durante la perlustrazione del territorio.
Volpe (Vulpes vulpes) – Il passo elegante dei boschi

La volpe lascia impronte più piccole e affusolate rispetto al lupo:
- Forma: l’impressione lascia un disegno “a diamante”, con il dito centrale molto avanzato.
- Dimensioni: 5–6 cm di lunghezza per 4-5 cm di larghezza.
- Cuscinetto palmare: triangolare allungato.
- Caratteristica chiave: le impronte anteriori spesso mostrano una piccola X tra le dita.
- Andatura: trotto leggero e sinuoso, spesso in linea come il lupo ma con passi più corti.
Curiosità: nelle superfici morbide spesso si vede anche un accenno della folta pelliccia delle zampe, che sfuma i contorni.
Tasso (Meles meles) – L’impronta del costruttore di tane

Il tasso è inconfondibile per chi osserva con attenzione:
- Forma: ampia e arrotondata con cinque dita ben visibili.
- Dimensioni: 4-7 cm di lunghezza per 4-5 cm di larghezza.
- Cuscinetto palmare: molto largo, bombato ed evidente.
- Caratteristica chiave: spesso impresso anche il cuscinetto carpale.
- Andatura: camminata ondeggiante, le impronte sono spesso ravvicinate o parallele.
Curiosità: l’impronta del tasso sembra quasi “umana” nella disposizione delle dita.
Capriolo (Capreolus capreolus) – Le impronte leggere del piccolo ungulato dei boschi

Gli ungulati lasciano impronte molto caratteristiche, completamente diverse da quelle dei carnivori.
- Forma: due unghioni sottili ed appuntiti formano una goccia o un “cuore allungato”.
- Dimensioni: 5-6 cm di lunghezza per 3-4 cm di larghezza.
- Cuscinetto palmare: assente (come per tutti gli ungulati).
- Caratteristica chiave: punta affusolata, leggermente aperta se in salto o corsa.
- Andatura: camminata leggera e alternata, salti evidenti in fuga con tracce più distanziate.
Curiosità: quando il capriolo corre spaventato, le dita si allargano e le impronte diventano più distanziate e profonde.
Cinghiale (Sus scrofa) – Il passo pesante del gigante del bosco

Il cinghiale, anche lui ungulato, è facilmente distinguibile dal capriolo per la dimensione e la forma massiccia delle sue piste.
- Forma: due unghioni grandi e arrotondati
- Dimensioni: cm di lunghezza per cm di larghezza.
- Cuscinetto palmare: assente, talvolta sono visibili gli speroni, soprattutto nel fango.
- Caratteristica chiave: impronta massiccia e larga, spesso con dita “aperte”.
- Andatura: passo pesante e irregolare, in corsa le tracce diventano molto distanziate e disordinate.
Curiosità: nelle zone fangose il cinghiale lascia vere e proprie “firme”, grufolando, che accompagnano i suoi spostamenti verso punti di alimentazione o luoghi di riposo.
Perché osservare le impronte è importante?

Le tracce lasciate sul terreno – impronte, segni di alimentazione, sfregamenti o escrementi – sono una vera e propria finestra sul mondo degli animali selvatici. Anche quando non li vediamo direttamente, gli animali lasciano dietro di sé indizi preziosi, che ci permettono di ricostruire ciò che accade nel bosco o nei prati, spesso nelle ore più tranquille della giornata.
Le impronte ci permettono di conoscere:
- La presenza e gli spostamenti delle specie: capire quali animali vivono in un’area, quali sentieri utilizzano abitualmente e come condividono lo spazio con altre specie;
- La salute degli ecosistemi: la varietà e l’abbondanza delle tracce sono un indicatore importante della ricchezza biologica di un ambiente. Un suolo ricco di segni racconta un ecosistema vitale;
- Il comportamento degli animali nei diversi periodi dell’anno: dalle impronte è possibile intuire se un animale stava correndo, camminando con calma, cercando cibo o spostandosi in gruppo. Le stagioni influenzano molto queste attività e le tracce lo mostrano chiaramente.
Crediti immagini: “Tracce e presenze” Quaderno da campo sui segni di presenza nel territorio delle varie specie selvatiche – Centofanti Ettore, Mordenti Fulvio, Rossetti
Consigli di lettura
Da leggere
ORME – Impronte di animali a grandezza naturale
John Townsend
Opera didattica e interattiva che presenta impronte di animali in scala 1:1 (dal minuscolo toporagno al panda gigante) per confrontarle con mani e piedi dei bambini, spiegando dove vivono, cosa mangiano e fornendo curiosità, rendendolo perfetto per l’approccio ludico alla natura.
Età di lettura: da 6 anni in su.
Sulle tracce
Gary Paulsen – Camelozampa
Per John e la sua famiglia, la caccia è una questione di sopravvivenza. Ogni anno, con la prima neve, John e suo nonno vanno nei boschi per sparare a un cervo che li nutra per tutto il lungo inverno del Minnesota: ma quest’anno il nonno è molto malato, e John dovrà andare da solo.
Mentre si inoltra sempre più a fondo nel bosco innevato, sulle tracce di una cerva, John comincia a chiedersi se riuscirà ad alzare il fucile. Qualcosa di grande e misterioso sta accadendo dentro di lui.
Età di lettura: dai 12 anni
