Ogni mercoledì sera d’estate andiamo alla scoperta del Museo e del Parco con torce alla mano

Temperature più miti, alberi che cambiano il colore della chioma, foliage: venerdì 23 settembre 2022, alle 03:04, arriva l’equinozio d’autunno, già annunciato dalle prime giornate più corte e con meno luce. Sono tanti i cambiamenti che si possono osservare in natura, ma cosa fanno gli animali con la nuova stagione? Alcuni proprio non ci pensano a stare in giro con le temperature in discesa e preferiscono prepararsi per il letargo

Scopriamo chi sono i più dormiglioni e come avviene questa particolare fase della loro vita. 

Letargo: cos’è e come avviene

Il letargo è una condizione biologica di alcuni animali che cambiano le proprie abitudini, entrando in modalità “risparmio energetico” dall’autunno/inverno fino alla primavera. Le attività dell’organismo vengono ridotte al minimo, tanto che avranno un abbassamento dei battiti del cuore, una respirazione più lenta, un calo della pressione del sangue e un minor appetito. Tutto questo per continuare a vivere senza sforzi. 

L’autunno è il periodo ideale per iniziare i lavori, cercando una tana sicura e preparando scorte di cibo. A volte, alcuni animali aprono un occhio per sgranocchiare qualche seme, ma poi tornano subito a dormire! 

Esemplare di tasso
Esemplare di tasso

Gli animali più dormiglioni

Il ghiro è sicuramente l’animale simbolo del letargo: riesce a dormire fino a 6 mesi! E cosa usa come coperta? La sua lunga coda.

Ma all’inizio dell’autunno anche tassi, scoiattoli, ricci e orsi si concedono un bel periodo di nanne per poi svegliarsi in primavera freschi e riposati (non tutti cadono in un sonno profondo). Ci sono altri amici che in natura non si fanno mancare dei mesi in pigiama: stiamo parlando di serpenti, salamandre, lucertole, tartarughe, rospi, rane, farfalle e numerose specie di insetti.

Per i rettili il termine corretto è brumazione, una condizione simile al letargo durante la quale il sangue sperimenta una fase di sub-congelamento. Mentre le formiche si rintanano nei loro nidi nei mesi più freddi, interrompendo le loro attività. Il coccodrillo, invece, tende ad andare in letargo nei periodi di forte siccità: si ricopre quasi completamente di fango, lasciando emergere solo le narici mentre le funzioni vitali rallentano, e attende il ritorno dell’acqua.

la temperatura che raggiunge la marmotta in letargo

Uno degli animali più organizzati per affrontare il letargo è la marmotta che vive sopra i 2000 metri di altitudine ed è abituata a inverni freddissimi. A settembre inizia ad abbondare con i pasti e riempire la tana di erba secca per renderla più calda e comoda.

Anche rane e rospi vanno in letargo

Non tutti vanno in letargo allo stesso modo e con gli stessi tempi, gli animali sentono quando arriva il momento di trascorrere qualche mese nella tana. Il freddo rappresenta una vera e propria sfida, ma grazie alle capacità di adattamento e alle doti per non sprecare energia, ecco che dopo un lungo sonno rispunteranno in primavera con un bell’appetito!

*letargo

/le·tar·go/

sostantivo maschile

In biologia, periodo di vita latente trascorso da animali diversi (soprattutto vertebrati omeotermi) in seguito a condizioni ambientali sfavorevoli. Stato di torpore simile al sonno profondo.

Storie di animali e pisolini

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