Nel week end eventi speciali sui Gruccioni, i  migratori del Parco dello Stirone e Piacenziano

Nido, dolce nido.

Tra i rami degli alberi ci sono dei capolavori di architettura e ingegno, casette intrecciate che hanno uno scopo ben preciso: accogliere le uova degli uccelli. Al Podere Millepioppi basta passeggiare con il naso all’insù per adocchiare i nidi dei volatili che frequentano la zona intorno a MuMAB e che contribuiscono alla biodiversità della fauna. Tuttavia, non sempre sono presenti anche i proprietari: in alcuni periodi dell’anno, infatti, i nidi sono sfitti… come mai? Abbiamo chiesto spiegazioni a Renato Carini, esperto del Servizio Conservazione dei Parchi del Ducato, che in questa intervista ci aiuta a capire meglio il mondo degli uccelli e le caratteristiche dei nidi.

1) Perché gli uccelli costruiscono i nidi? Lo fanno tutte le specie?

Renato Carini. La riproduzione degli uccelli prevede la deposizione e cova delle uova, che sono molto fragili e necessitano di un lungo periodo di accudimento. In pratica serve una specie di contenitore dove i genitori possono scaldare le uova e allevare i piccoli che in gran parte dei casi non si muovono dal nido per diverso tempo. Ci sono molte strategie di costruzione o “non costruzione” del nido. Dall’aquila reale che costruisce una piattaforma di rami che può arrivare a pesare centinaia di chili, alla cannaiola che costruisce una piccola coppetta di erbe intrecciata alle canne palustri, al cuculo che non costruisce il nido, ma depone le uova in quello di altre specie che lavorano per lui senza saperlo!

2) Immaginiamo una coppia di uccellini cercare la casa perfetta. Quali sono i criteri per scegliere gli alberi migliori per la realizzazione del nido?

Renato Carini. Dipende dalle specie che lo realizzano. I più grandi tendono ad andare in alto su alberi dai rami fitti e robusti, mentre le specie più piccole cercano un arbusto denso di foglie e spine che li possa nascondere.

3) Cosa utilizzano per creare il tipico intreccio?

Renato Carini. Specie grandi usano rami grandi. Uccelli come l’aquila reale e la cicogna bianca usano dei veri e propri rami per la struttura del nido. Le cince, invece, usano tanto muschio e alcuni filamenti sottili, come i peli dei mammiferi. Solitamente la parte esterna del nido è grossolana, mentre quella interna è più fine e morbida per contenere le uova.

Nidi sfitti

4) Maschi e femmine: chi è il capocantiere che coordina i lavori?

Renato Carini. Spesso è il maschio che attira la femmina nel luogo prescelto, ma è la femmina che solitamente costruisce il nido.

5) In genere, quanto restano “in affitto” prima di spostarsi e cercare una nuova casa?

Renato Carini. Alcune specie costruiscono ogni anno un nido nuovo. Ad esempio la capinera, l’usignolo e molti piccoli uccelli. Altre invece (di solito quelle di grandi dimensioni) riutilizzano lo stesso nido per tanti anni, a volte decenni.

6) Quando i nidi non sono occupati dagli uccelli, vengono utilizzati da altri animali?

Renato Carini. Partiamo dividendo i nidi in due categorie. Quelli costruiti sui rami degli alberi e arbusti e quelli realizzati all’interno di cavità nei tronchi. I primi, essendo esposti alle intemperie, non vengono solitamente utilizzati da altre specie, mentre quelli in cavità, più riparati, sono spesso frequentati da insetti, da piccoli mammiferi o anche dai pipistrelli che li possono usare come rifugio diurno.

7) Al Podere Millepioppi abbiamo visto alcuni nidi sfitti: a quali uccelli appartenevano?

Renato Carini. I nidi sfitti più visibili sono ovviamente quelli di specie più grandi, come la gazza o il colombaccio, mentre quelli più piccoli a poca distanza da terra, spesso nascosti in mezzo agli arbusti, sono di capinere e usignoli. Riguardo ai fori nei tronchi che indicano un nido scavato, sono realizzati dai picchi.

Un esemplare di picchio ha costruito il suo nido all’interno di un tronco

8) Se volessimo aiutare i piccoli amici pennuti, come possiamo renderci utili? Quali sono i consigli per costruire un nido artificiale?

Renato Carini. Possiamo costruire dei nidi artificiali soprattutto per le specie che nidificano nelle cavità dei tronchi. Una semplice cassetta-nido con un foro delle dimensioni adeguate può ospitare cinciarelle, cinciallegre, codirossi e altri piccoli ospiti.

Bisogna però porre attenzione ad alcune regole di costruzione che servono a garantire la buona riuscita dell’operazione. Inoltre è importante scegliere con cura il luogo e la modalità di installazione, ricordando che stiamo parlando di animali selvatici che hanno bisogno di tranquillità per svolgere il momento più importante del loro ciclo vitale, la riproduzione.