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Vivi, silenziosi e spesso invisibili agli occhi dell’uomo, i mustelidi sono una famiglia di mammiferi carnivori estremamente varia e adattabile. Nonostante le dimensioni ridotte, questi animali sono predatori abilissimi e svolgono un ruolo fondamentale negli ecosistemi, regolando le popolazioni di piccoli animali e mantenendo l’equilibrio naturale.
Nei boschi, lungo i fiumi o persino ai margini dei paesi, in Italia vivono diverse specie di mustelidi: tasso, faina, donnola, puzzola europea, martora e lontra.
Conosciamoli meglio!

Il tasso: l’ingegnere del sottobosco

Robusto, dal muso bianco e nero, il tasso europeo (Meles meles) è il più grande mustelide italiano. È un animale notturno, abitudinario e pacifico, che costruisce tane complesse e profonde, spesso condivise con altri tassi o addirittura con volpi e istrici.
Pur appartenendo ai carnivori, è in realtà onnivoro: si nutre di lombrichi, insetti, frutti e piccoli vertebrati. In autunno accumula grasso per affrontare l’inverno, durante il quale rallenta molto le proprie attività, quasi in una forma di letargo.
Con il suo costante scavare, il tasso arieggia il terreno e contribuisce alla fertilità del suolo: è un vero “ingegnere del bosco”.

Meles meles

La faina: la scalatrice urbana

Snella e agile, la faina (Martes foina) è una specie curiosa e adattabile. La sua macchia bianca sul petto e la coda folta la rendono inconfondibile.
Vive vicino ai boschi ma si avvicina spesso anche alle case e ai centri abitati, dove trova rifugi in soffitte e fienili.
È una cacciatrice notturna che si nutre di roditori, uccelli, frutta e talvolta rifiuti. La sua cattiva fama di “ladra di pollai” nasconde un ruolo ecologico importante: la faina aiuta a contenere le popolazioni di topi e ratti, spesso più efficacemente di qualsiasi trappola!

Martes foina

La donnola: la minuscola cacciatrice

La donnola (Mustela nivalis) è il più piccolo carnivoro d’Europa, ma è dotata di un carattere deciso e di una sorprendente energia.
Ha un corpo snello, zampe corte e muso appuntito, perfetti per cacciare tra sassi e tane di roditori. È instancabile e curiosa, capace di esplorare tutto il territorio in cerca di prede come topi, arvicole e uccellini.
La donnola è una grande alleata dell’uomo, perché contribuisce a limitare i danni agricoli causati dai roditori. Piccola sì, ma dal coraggio enorme!

Mustela nivalis

La puzzola europea: la sentinella delle zone umide

Dal mantello scuro e il muso biancastro, la puzzola europea (Mustela putorius) è un animale schivo e notturno che predilige ambienti umidi, come stagni, fossi e rive dei fiumi.
È famosa per la sua arma di difesa naturale: un odore molto intenso, prodotto da ghiandole anali, che scoraggia qualsiasi predatore!
Si nutre di anfibi, piccoli pesci, roditori e insetti, contribuendo al delicato equilibrio delle aree umide. È anche l’antenata del furetto domestico, allevato già nel Medioevo per la caccia ai conigli.

Mustela putorius

La martora: la dama del bosco

Simile alla faina ma più elusiva e legata agli ambienti forestali, la martora (Martes martes) è una delle specie più eleganti dei nostri boschi.
Si distingue per la macchia giallastra a forma di cravatta sul petto e per il mantello lucido e bruno.
È una predatrice arboricola: si arrampica con grande agilità e si muove tra i rami alla ricerca di scoiattoli, uccelli, insetti e frutta.
La martora è un ottimo indicatore di buona qualità ambientale: la sua presenza segnala boschi maturi e ben conservati, con poca pressione umana.

Martes martes

La lontra: il ritorno della regina dei fiumi

Per molti anni la lontra europea (Lutra lutra) è quasi scomparsa dai nostri fiumi, vittima dell’inquinamento, della caccia e della perdita di habitat. Oggi, grazie a una maggiore tutela delle acque, è tornata a popolare alcuni tratti fluviali del Centro e Sud Italia.
Con il corpo allungato, il muso dolce e la pelliccia impermeabile, la lontra è perfettamente adattata alla vita acquatica. È una nuotatrice eccezionale, che si nutre di pesci, rane e crostacei, e trascorre gran parte del tempo in acqua.
La sua presenza è un segno positivo: dove c’è la lontra, l’ambiente è sano.

Lutra lutra

Cosa mangiano?

Insetti, piccoli roditori, anfibi, uccelli, frutta e bacche.

Molti mustelidi sono opportunisti: si adattano al cibo disponibile in base alla stagione.

Custodi della biodiversità

Cosa possiamo fare per aiutarli?

  • Proteggere boschi, siepi e zone umide;
  • Evitare di disturbare tane o rifugi naturali;
  • Ridurre pesticidi e inquinamento delle acque;
  • Segnalare la presenza di mustelidi ai progetti di monitoraggio faunistico.

Tasso, faina, donnola, puzzola, martora e lontra: sei specie diverse ma unite da una stessa storia, quella di animali spesso invisibili ma fondamentali per la salute dei nostri ecosistemi.
Predatori equilibrati, scavatori, impollinatori indiretti, indicatori ambientali: ognuno di loro, a modo suo, contribuisce alla biodiversità e al buon funzionamento della natura.
Proteggere i mustelidi significa proteggere anche i luoghi che abitano — boschi, campagne e fiumi — e mantenere viva la straordinaria rete di relazioni che tiene insieme il nostro pianeta.

Musteli…chi ?

I mustelidi sono un gruppo di animali alquanto strani… Ne esistono diverse specie in Italia, ma le conosciamo poco! Quali sono le caratteristiche che li accomunano? Cosa mangiano? Dove vivono precisamente?
Impariamo a conoscere questi animali per comprenderne il ruolo ecologico e riconoscere una fetta un po’ meno nota della biodiversità delle nostre zone.

Attività per bambini dai 6 ai 12 anni