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“Trascorreva le sue giornate a osservare e disegnare, a studiare e dipingere i fiori e le foglie del suo bel giardino… ma più di ogni altra cosa amava le farfalle e i bruchi. C’era in loro qualcosa di meraviglioso da raccontare che nei libri non riusciva a trovare”

Anna Paolini Maria Sibylla Merian. La magia della crisalide, 2019

La prima scienziata che osservò gli insetti

Considerata una delle fondatrici dell’entomologia moderna, Maria Sibylla Merian fu un’artista e naturalista del XVII secolo che seppe unire la passione per il disegno all’interesse per gli animali, in particolar modo per gli insetti. Nacque a Francoforte sul Meno il 2 aprile 1647 e fin da bambina si distinse per intelligenza e talento: nonostante le enormi difficoltà del periodo nel vedere l’affermazione di una donna in ambito scientifico (ricordate la storia di Mary Anning?), riuscì a studiare e viaggiare, raccogliendo un bagaglio di esperienze uniche.

Quando aveva tre anni, il padre morì e la madre si sposò con Jakob Marell, un pittore naturalista che si accorse subito della bravura della piccola Maria: le insegnò i primi rudimenti della pittura ad olio, dell’acquerello e dell’incisione e, alla fine, la scelse anche come allieva nel suo studio. Come trascorreva le giornate? Raccogliendo per strada bruchi, bachi, foglie e fiori, che poi disegnava con estrema precisione. Ciò che la affascinava di più era osservare la trasformazione dei bruchi in farfalle e falene, e infatti dobbiamo proprio a lei la classificazione di questi due animali, ancor prima di Darwin e Linneo.

Tuttavia il suo primo libro, pubblicato a 28 anni, fu dedicato ai fiori: Nuovo libro di fiori era costituito da raccolte di acquerelli di fiori in grado di fornire un campionario di immagini per le signore che ricamavano. Nel frattempo Sibylla si era sposata con un pittore con il quale aveva avuto due figlie, ma era lei a mantenere tutta la famiglia arrotondando con l’insegnamento e una piccola attività commerciale di colori e attrezzi per dipingere. Nonostante ciò, continuò con il suo lavoro di osservazione dal vero delle farfalle. 

Le farfalle erano delle streghe?

Nel Seicento era comune pensare che le farfalle fossero delle streghe che si trasformavano per rubare latte e burro (da qui il nome butterfly), ma anche che fossero bestie diaboliche perché nate da una putrefazione. La Chiesa cattolica prescriveva addirittura degli esorcismi per liberarsi da questi animali, inutile dire che Maria Sibylla non badava certo a questi pregiudizi, anzi, voleva saperne di più sugli habitat e le abitudini dei bruchi. 

Come nascono le farfalle?

La meravigliosa metamorfosi dei bruchi e il loro singolare nutrirsi di fiori di Maria Sibylla Merian

Nessuno prima di Merian aveva studiato i lepidotteri, comprendendone pienamente il ciclo vitale. Riuscì a dimostrare che le farfalle si accoppiavano e deponevano le uova, le quali si schiudevano per dare origine a specifici bruchi. Questi si nutrivano di piante e dopo un certo periodo si trasformavano in crisalidi dalle quali poi uscivano le farfalle. Tale osservazione scientifica fu una vera e propria conquista rivoluzionaria nel Seicento e fu documentata con straordinaria precisione attraverso le illustrazioni della scienziata artista, che riuscì a riprodurre addirittura ogni singolo pelo dei bruchi e a utilizzare i colori esatti delle ali delle farfalle. A 32 anni pubblicò il libro La meravigliosa metamorfosi dei bruchi e il loro singolare nutrirsi di fiori, di cui una copia originale è presente nel Museo americano di Storia naturale di New York.  

Intanto, la vita privata aveva subito uno scossone: Maria aveva lasciato il marito e si era trasferita ad Amsterdam con le figlie Johanna Helena e Dorothea Maria. Qui aprì un suo studio e tutte e tre lavorarono in un laboratorio specializzato sulle illustrazioni di insetti e fiori.

Tutti a bordo, si va in Suriname!

La curiosità di Sibylla non aveva limiti, cercò di studiare le collezioni di farfalle provenienti dall’America Centrale e Meridionale, ma il suo desiderio era poter osservare questi animali vivi nel loro contesto naturale, vederli volare e scoprire le piante di cui si nutrivano. Così all’età di 52 anni partì con la figlia Dorothea per il Suriname, grazie ai fondi raccolti vendendo le sue opere. Non fu un soggiorno facile per le condizioni climatiche e le precarie condizioni di salute, ma in due anni riuscì a organizzare numerose esplorazioni nella foresta tropicale e raccogliere una tale quantità di informazioni da scrivere il libro Metamorfosi degli insetti del Suriname (pubblicato nel 1705), con 60 tavole di illustrazioni incise su rame. Tra le illustrazioni non si trovano solo farfalle, ma anche la più grande tarantola del pianeta, rane, lucertole, rettili, iguane, uccelli e un alligatore alle prese con un serpente velenoso. In Europa ebbe un enorme successo e Maria Sibylla vide finalmente riconosciuto il proprio lavoro.

Illustrazione del coccodrillo che mangia un serpente presente al The Art of Natural History in the Age of Discovery (fonte: Wikimedia Commons).

«Osservate attraverso la lente d’ingrandimento, le ali di questa farfalla appaiono ricoperte di piastre azzurre disposte in modo molto ordinato e regolare, e in parte sovrapposte come le tegole di un tetto; esse hanno l’aspetto di larghe piume simili alle piume di pavone e meravigliosamente lucenti. Vale davvero la pena di osservarle coi propri occhi, perché descriverle è impossibile». 

Illustrazioni di Maria Sibylla Merian, insetti e piante del Suriname (fonte: Wikimedia Commons).

La prima entomologa moderna

Maria Sibylla Merian è stata una donna tenace, che non si è lasciata trascinare dalle tradizioni popolari dell’epoca, ma che ha perseguito i suoi studi scientifici con osservazioni dal vero di insetti nel loro ecosistema, diventando così una della fondatrici dell’entomologia moderna. Le sue abilità artistiche l’hanno resa anche una delle prime ricercatrici in grado di disegnare e dipingere la flora e la fauna. Fra i suoi ammiratori ci fu Pietro il Grande di Russia, che acquistò una grande quantità di disegni e schizzi per la sua collezione di rarità naturali, presenti ancora oggi nel museo Ermitage di San Pietroburgo.

Questa è la storia di una donna che ha fatto del suo talento un mestiere e che è stata in grado di svincolarsi dalla classica vita famigliare che l’avrebbe voluta tra le mura di casa: Maria Sibylla Merian è stata un’appassionata esploratrice, amante della natura, e proprio come le sue farfalle è uscita dalla crisalide per spiccare il volo e affermarsi come donna e scienziata alle prese con un mondo ancora tutto da scoprire. 

Letture consigliate per gli amanti delle farfalle

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