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Portando all’orecchio una conchiglia raccolta su una spiaggia cilena un bambino ascolta una voce carica di ricordi e esperienze. È la voce di una balena bianca che racconta le avventure della sua lunga e misteriosa vita.

“Io, la balena dal colore della luna, sono un maschio della specie dei capodogli, della stirpe dei fiordi e delle isole. […] Sono nato nelle acque fredde che circondano un’isola detta dagli uomini Mocha […].”

Luis Sepúlveda

Così scrive Luis Sepúlveda in “Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa“, un racconto del 2018 che parla di amore per la natura: una favola per tutte l’età, narrata in prima persona da una balena bianca che, alla fine del racconto, scopriremo essere proprio la leggendaria balena bianca di Melville, Moby Dick).

I cetacei sono tra gli animali che più di ogni altro hanno solcato il nostro immaginario, lasciando traccia di sé nelle opere d’arte, nei romanzi, nelle favole e nelle canzoni.

Un fascino quasi mitologico: creature bellissime, ma talvolta descritte come mostri pericolosissimi, nascosti nelle profondità marine, così diversi da noi. Basti pensare all’etimologia del termine cetaceo, da ketos, che nella letteratura greca descrive in generale il mostro marino, rappresentato nella mitologia con le fattezze più fantasiose, muso di pesce, coccodrillo o cane e pinne o coda di serpente. Leggendo la favola di Sepúlveda, viene subito da chiedersi quante cose avrebbe da raccontarci se solo potesse parlare la nostra balenottera Giorgia.

Chi è la balenottera Giorgia? 

Giorgia, il cui nome scientifico è Plesiobalaenoptera quarantellii, è una balenottera fossile, che ha ormai compiuto tra i 10 e gli 11 milioni di anni, portata alla luce nel 1985 dal paleontofilo Raffaele Quarantelli, grazie all’erosione del torrente Stirone. Se una conchiglia avesse racchiuso i suoi ricordi, ci narrerebbe storie di un mare antico, popolato da specie che vissero in tempi remotissimi, quelle che abitavano il Bacino Padano. Sì, diverse ere geologiche fa la Pianura Padana era un mare, dapprima ritiratosi e poi colmato dai sedimenti dei fiumi accumulatisi strato dopo strato per milioni di anni fino a formare la pianura che noi tutti conosciamo.

Vi sarà di certo capitato nelle passeggiate in campagna di veder affiorare delle conchiglie fossili sul terreno dei declivi, o di vederle incastonate nei mattoni di qualche edificio medievale. Ritirandosi il mare ha infatti lasciato dietro di sé un’incredibile eredità, che ci consente di riflettere sulla biodiversità marina di ieri, permettendoci di meglio comprendere quella odierna.

balenottera giorgia team quarantelli

La balenottera Giorgia è un misticete 

I cetacei possono essere suddivisi in due sottordini: odontoceti come i delfini, orche e capodogli, oppure misticeti come le balene e le megattere ed è una degli esemplari fossili meglio conservati al mondo, oltre ad essere sinora l’unica rappresentante della sua specie. Giorgia è infatti un olotipo, l’esemplare che descrive le caratteristiche di una specie non conosciuta prima. Il suo scheletro è completo di mandibola, frammenti di mascelle, sterno, costole e vertebre con ancora i dischi intervertebrali in posizione.

Se un paleontologo potesse interrogarla chissà quante cose potremmo ancora scoprire sui suoi antenati! L’evoluzione dei cetacei è infatti un argomento molto affascinante. Al contrario di quanto avvenuto per gli altri animali si tratta mammiferi ritornati in mare dopo essere stati dei quadrupedi. 

Dotati un tempo di zampe, pelo, coda simili a quelli di orsi o lupi odierni, di questo remoto passato conservano olo due ossicini del bacino, ricordo delle zampe anteriori, scomode e inadatte per il nuoto. Certo non potrebbe parlarci di noi. Data la sua età Giorgia non ha conosciuto l’uomo e le sue contraddizioni. Nella sua storia l’uomo ha cacciato e sfruttato i cetacei per centinaia di anni, portando molte specie sull’orlo dell’estinzione e minacciando i loro habitat. La letteratura ha raccontato questo rapporto ambivalente fatto talvolta di attrazione, talvolta di lotta e crudeltà.

Quando la realtà supera la finzione… 

Certo è che la realtà sembra, se non superare, almeno eguagliare la finzione: è di giugno 2021 la notizia di un pescatore subacqueo di aragoste, un certo Michael Packard ingoiato e poi risputato da una balena vicino a Cape Cod. Le bombole e il suo dimenarsi hanno fortunatamente causato un colpo di tosse nel cetaceo che dopo 30/40 interminabili secondi di buio ha riportato alla luce il Giona del nuovo millennio senza neanche un graffio!

Per noi di Mumab, Giorgia è una mascotte: una riproduzione del suo sorriso accoglierà i visitatori! Il suo scheletro invece può essere osservato nella sezione del MuMAB dedicata alla “biodiversità* perduta

*biodiversità

/bi.o.di.ver.si.tà/

sostantivo femminile

Coesistenza in un medesimo ecosistema di differenti specie vegetali e animali le quali, interagendo, producono una situazione di equilibrio dinamico nel tempo.