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Tra folklore popolare, saggi, romanzi, film, fumetti, videogiochi e parodie di ogni genere e sorta è indubbio che i pipistrelli siano diventati loro malgrado uno dei simboli immortali (è proprio il caso di dirlo) della cultura di massa nelle vesti di oscuri succhiatori di sangue. 

A volte rappresentato come reietto e ribelle, altre come aristocratico e affascinante, col passare del tempo il nostro antieroe assume man mano le più disparate caratteristiche, che verranno poi cristallizzate nell’immaginario del moderno vampiro, che tutti conosciamo, dal romanzo Dracula, scritto dall’irlandese Bram Stoker nel 1897.

Stoker, che si era ispirato a sua volta ai precedenti Il vampiro di Polidori e Carmilla di Le Fanu, rimodella la leggenda su immagine e somiglianza dell’Europa del tempo e dà nuova linfa al personaggio realmente esistito di Vlad “l’impalatore”, il principe di Valacchia del quindicesimo secolo, che si distinse per atti di atroce crudeltà contro gli sfortunati nemici e fu per questo nei racconti associato al mondo dei vampiri.

L’esordio cinematografico del Vampiro

Dopo il debutto letterario e le svariate rappresentazioni teatrali di grande successo, l’esordio cinematografico più celebre è sicuramente il tedesco Nosferatu (1922) in cui il regista Murnau dà forse l’interpretazione migliore possibile: una figura tra il soprannaturale e l’umano, con profondi squarci di luci ed ombre popolate da ratti, iene e cavalli. 

Ma l’icona universale sarà ovviamente quella creata a Hollywood.

Il primo film sonoro dedicato al vampiro fu Dracula (1931) diretto dall’esperto e geniale Tod Browning, che lanciò l’attore ungherese Bela Lugosi come il vampiro cinematografico definitivo, almeno per qualche decennio: nobile, affettato nei modi e pauroso negli scopi.

Il film fu accolto con grande successo, ma il ruolo di Dracula rimase appiccicato addosso all’attore come un sinistro mantello per tutta la vita, senza più permettergli di interpretare altri personaggi, diventando a tutti gli effetti il conte di Transilvania, dentro e fuori dal grande schermo.

L’antagonista: Van Helsing

Per un’altra interpretazione altrettanto degna di nota, bisognerà aspettare gli anni 50 quando Terence Fisher dirige Dracula il vampiro (1958), lanciando l’attore Christopher Lee nel ruolo del titolo, ruolo che manterrà per una lunga serie di pellicole.

Nello stesso film, un altro famoso protagonista, Peter Cushing, tratteggerà con grande padronanza la figura del suo antagonista, l’intrepido ammazzavampiri Van Helsing. Venuto a sapere che i vampiri non tollerano la luce del sole, Van helsing riuscirà ad attirare il Dracula in una stanza e aprire una finestra: il conte cadrà prontamente a terra disintegrandosi nel nulla.

Peter Cushing nel ruolo del dottor Van Helsing

Un film troppo dimenticato ma per certi versi eccezionale nella sua apparente normalità è il Nosferatu (1979) di Werner Herzog, dove il tema del viaggio e la Natura ricoprono un ruolo preponderante, avvolgendo lo spettatore in un’atmosfera veritiera e surreale allo stesso tempo.

Il Vampiro moderno

Negli anni Novanta il Dracula (1992) di Coppola e di Intervista col vampiro (1994) di Jordan gonfiano ulteriormente l’aspetto romantico del protagonista, che nella seconda pellicola raggiunge abitudini decisamente vietate ai minori!

Un vero aggiornamento ai tempi moderni si era avuto probabilmente negli anni precedenti con i Ragazzi Perduti (1987) di Joel Schumacher e con il più meritevole Il buio si avvicina (1987) di Kathryn Bigelow, in cui i ragazzini sono o punk o comunque perfidi nei confronti del malcapitato “non morto”.

Insomma, gettato il manto aristocratico, i vampiri sono diventati come noi. Perfettamente inseriti in un mondo che non crede in loro, iniziano a crearsi  una società indipendente all’interno della società umana. 
Tuttavia in questo modo si fondano le premesse per una convivenza più o meno pacifica – che di fatto è poi “degenerata” in tempi più recenti.

La fortunatissima saga di Twilight (2008-2012), ad esempio, tratta dai volumi di Stephenie Meyer, prende alcuni elementi preesistenti per creare un universo composito e articolato dove i sentimenti sono il motore dell’azione ma la figura del vampiro è ben lontana da quello che ha popolato gli incubi delle generazioni precedenti, ignorando tra l’altro gli effetti di aglio e croci e facendo spallucce se qualcuno ricorda il potere della luce del sole. 

Sono gli stessi anni in cui fanno furore anche i simpatici personaggi del film di animazione Hotel Transylvania (2012), anch’esso diventato poi una saga, che frulla sapientemente tutti gli ingredienti del gotico classico per creare un cocktail, peraltro molto saporito, a portata di bambino e perché no genitore.

Tra emozioni romantiche, parodie, remake irritanti e serie tv sempre colme di umori adolescenziali, il vampiro ha avuto e avrà sempre un suo pubblico di riferimento. 
Il modello originario è diventato  mito pret a porter, ma la vera forza del Conte, sta anche nel saper mutare nel corso degli anni per mantenersi al passo con i tempi.