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Di cosa si tratta? 

La Giornata Mondiale degli Uccelli Migratori /o World Migratory Bird Day) cade il giorno 14 maggio ed è una campagna globale istituita nel 2006 dall’Unep, il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, per celebrare e proteggere questi animali straordinari e i loro habitat.

Tema dell’edizione 2021 della Giornata Mondiale degli Uccelli Migratori è stata “Sing, Fly, Soar – Like a bird!”, cioè “Canta, vola, spiega le tue ali – come un uccello!”, un invito alle persone di tutto il mondo a connettersi e riconnettersi con la natura ascoltando il canto degli uccelli e osservandoli nei loro habitat, ovunque si trovino. Habitat che, oltre ai pericoli della caccia illegale, sono sempre più minacciati da inquinamento ambientale, deforestazione e conseguenti cambiamenti delle condizioni climatiche che disorientando e confondendo gli animali, vanno ad influire proprio sui flussi migratori.

Per l’edizione del 2022 il focus sarà sull’inquinamento luminoso: la luce artificiale sta aumentando a livello globale di almeno il 2% all’anno ed è noto che influisca negativamente su molte specie di uccelli. È una minaccia significativa per gli uccelli migratori, causa disorientamento quando volano di notte, provoca collisioni con edifici, perturba i loro orologi interni oppure interferisce con la loro capacità di intraprendere migrazioni a lunga distanza.  

Le migrazioni : un fenomeno affascinante e misterioso

Ogni giorno, a ogni ora, il nostro Pianeta è attraversato da miliardi di animali in viaggio. In volo, in marcia o a nuoto, in solitaria o insieme ai propri compagni, uccelli, mammiferi, pesci, anfibi, rettili e insetti di ogni specie percorrono decine di migliaia di chilometri affrontando le mille insidie della natura (e dell’uomo).

Alzando gli occhi (e le orecchie) al cielo possiamo sin dal mese di Marzo assistere al ritorno di innumerevoli specie di uccelli migratori, ambasciatori della primavera, ri-atterrati in Italia dopo aver passato l’inverno nei paesi più caldi. La nostra penisola infatti, distesa come un ponte naturale tra Europa e Africa, è un posto privilegiato per l’osservazione di queste danze. 

Quali preparativi mettono in atto gli uccelli prima di partire?

Intanto è bene sapere che prima di ogni partenza anche per gli uccelli fervono i preparativi che si manifestano in sofisticate strategie di adattamento. Innanzitutto la revisione: una muta totale o parziale del piumaggio per aumentare l’efficienza in volo, quindi un rapido e talvolta incredibile accumulo di grasso che servirà da carburante per tutto il faticoso viaggio o almeno fino alla prima sosta disponibile. 

giornata mondiale degli uccelli migratori uccellino

Come fanno gli uccelli a orientarsi e seguire rotte invisibili?

Molti uccelli possiedono una sorta di Gps naturale che permette loro di allinearsi perfettamente al magnetismo terrestre, altri viaggiano orientandosi con il moto apparente del sole e delle costellazioni. Altri ancora sono in grado di imparare la rotta memorizzando il profilo delle coste, il corso dei fiumi, il susseguirsi delle vette montane.

Soluzioni a cui si aggiunge senza dubbio anche una trasmissione genetica dell’esperienza tra generazioni, visto che anche i giovani riescono a compiere il loro primo viaggio di andata e ritorno senza la guida degli adulti. Tra le migliaia di specie che migrano vi sono anche alcuni record mondiali!

11.500 km

Alla Pittima Minore (Limosa laponica) va il primato per la più lunga trasvolata, 11500 km, dalla Nuova Zelanda all’Alaska senza nessuno scalo intermedio! 

96.000 Km

La Sterna Artica (Sterna Paradisaea) pesa poco più di 100 grammi, ma compie la migrazione più lunga, dal Polo Nord al Polo Sud, andata e ritorno: quasi 2 volte e mezza la lunghezza dell’Equatore!

Quali che siano la tecnica usata e la durata del viaggio, l’unica cosa importante è mantenere la promessa: ritornare a riprodursi nel luogo in cui sono nati per i trovare un clima adatto e cibo a sufficienza a sfamare i piccoli.

Tra gli uccelli migratori del Parco dello Stirone ci sono il gruccione (Merops apiaster) e il rigogolo (Oriolus oriolus): ogni anno diamo loro un arrivederci intorno alla metà di settembre e li accogliamo con il binocolo puntato in cielo verso l’inizio di maggio.

Gli uccelli migratori non solo collegano luoghi diversi in tutto il pianeta, ma uniscono anche le persone alla natura. Per onorare questa giornata basterà uscire di casa, prestare orecchio ai suoni della natura e alzare gli occhi al cielo. Che mondo sarebbe senza il loro canto?

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