Dirigere, curare mostre e collezioni, mantenere le relazioni con gli altri musei; guidare ed educare i visitatori; ma anche riportare alla luce resti fossili e conservarli… Sono tante le professioni che si svolgono in un museo come il MUMAB. Oggi poniamo cinque domande alla nostra direttrice Enrica Montanini.

1) Il Museo Mare Antico e Biodiversità, MUMAB, ha aperto le sue porte al pubblico nel settembre 2020. Quali sono state le principali motivazioni che hanno incoraggiato la sua creazione, qual è l’obiettivo di questo Museo? 

Enrica Montanini. Le motivazioni sono state diverse. In primo luogo la necessità di collocare in un contesto accessibile e visibile il Centro Visite del Parco dello Stirone e Piacenziano e di ricongiungere, in un percorso culturale, il patrimonio paleontologico della Collezione del paleontofilo Raffaele Quarantelli ai luoghi dei ritrovamenti nel Torrente Stirone.

Il Museo del Mare Antico, con i reperti fossili e archeologici raccolti e conservati da Quarantelli, era collocato fino a circa due anni fa nel centro di Salsomaggiore Terme, mentre il Museo Naturalistico e la sede del Parco dello Stirone si trovavano in località Scipione Ponte, punto più decentrato del Parco e più distante dal capoluogo. 

Il Progetto in cui hanno creduto e investito sia il Comune sia l’Ente Parchi e che ha il sostegno anche del Comune di Fidenza, ha previsto la creazione di un unico Polo Museale in località San Nicomede, sempre nel comune di Salsomaggiore, ma presso il Podere Millepioppi, collegato alla sentieristica del Parco e del Comune e più vicino anche a Fidenza. 

Gli obiettivi del nuovo Museo Mare Antico e Biodiversità sono molti e tutti sovrapponibili: coinvolgere le comunità locali e avvicinarle alla natura e alla straordinaria storia paleontologica dei luoghi; diventare un punto di riferimento per il tempo libero e il benessere di cittadini e visitatori organizzando iniziative e eventi a tema; promuovere conservazione e ricerca sul patrimonio…

2) Il MUMAB sorge presso il Podere Millepioppi, nell’area del Parco dello Stirone e Piacenzano, Parco che riveste una straordinaria importanza sia dal punto di vista paleontologico che naturalistico. Qual è il rapporto con il Parco?

Enrica Montanini. Il MuMAB racconta il Parco ed esso riconduce al Museo, in uno stimolo reciproco sui visitatori: chi ha l’occasione di visitare le sale museali, per curiosità sarà spinto ad uscire e chi passeggia all’esterno rimane incantato dai paesaggi e dai canyon che ha scavato lo Stirone.

I fossili sono lì, affiorano fra ghiaie e argille, conchiglie e agglomerati dalle forme più strane… impossibile non chiedersi – se si vede prima il torrente – come mai sono lì, e da quanto tempo ci sono! Il percorso museale offre tutte le risposte, anche quelle inimmaginabili.

3) Scheletri di balene e delfini, fossili di milioni di anni fa, in quali avventure saranno coinvolti i bambini e le loro famiglie visitando le sale del museo?

Enrica Montanini. Giochi, laboratori, letture e animazioni. Scopriranno come riconoscere piante del Parco e fossili, con l’osservazione di crani e ossa di animali sapranno riconoscere le differenze fra erbivori e carnivori e sveleranno i segreti che si nascondono nelle migrazioni degli uccelli, oppure conosceranno strani esploratori e paleontologi curiosi.

4) In poco più di un anno, fronteggiando le difficoltà causate dalle restrizioni per l’epidemia da Covid-19, il Museo ha saputo proporre appuntamenti, visite guidate e laboratori, inserendosi nel tessuto culturale del territorio. Quale sarà la prossima sfida del Museo?

Enrica Montanini. Le prossime sfide sono diverse, ma ecco le due le principali: allestire mostre temporanee, rinnovando le proposte per il pubblico per esporre anche i numerosi eccezionali reperti che custodiamo in deposito e allestire un’aula didattica verde all’aperto per le scuole e i gruppi di bambini. 

5) Tre buoni motivi per visitare il MUMAB per chi non lo ha ancora fatto e per chi, dopo una prima visita, vuole ritornare.

Enrica Montanini. La prima risposta è ovvia, i fossili delle balene Giorgia, Matilde e Beatrice, a cui Quarantelli aveva dato i nomi delle nipoti, ma in questo modo rischio di sottovalutare tanti altri reperti magari più piccoli ma indicatori di paleoambienti e condizioni particolari, come i cambiamenti climatici. Secondo motivo, il percorso espositivo che è stato progettato in modo innovativo, profondamente didattico e non scontato.

Terzo, ma direi che sono quasi tre pari merito, sono le tante proposte che da ormai oltre un anno programmiamo per famiglie, adulti e bambini e che intendiamo promuovere anche in futuro.

” Non si può fare questa a domanda a una appassionata di cetacei come me!”

Enrica Montanini – direttrice MuMab